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domenica 13 maggio 2012

Infamie bordoliane

di Antonello Paulesu

Siamo davanti al triste epilogo di un governo cittadino, certamente ex fra poco più di una settimana.
Un epilogo che e' un tutt'uno, nello stile, con quanto fatto nel passato ed in tutta la campagna elettorale.
Nessun pudore, neanche l'amor proprio di evitare di cadere goffamente nel ridicolo paventando scenari inverosimili per una città di Como con alla guida Mario Lucini: uomo di buon senso, di solida concretezza e animato da principi che definirei oltretutto "Cattolicamente corretti".
La smetta dunque il candidato sindaco del PDL di imbarazzare i propri familiari ed i pochi sostenitori che credicchiano in lui con le stupidaggini che si permette di sottoporre al nostro sguardo attraverso i poster coi quali sta imbrattando la città e di cui vi allego un esempio.
Siamo di fronte allo psicodramma di un candidato sindaco, la signora Bordoli, non solo impreparato e privo di argomentazioni credibili, ma spudorato nella disinvoltura con cui sbandiera menzogne alle quali neppure lei può realmente credere.




venerdì 6 aprile 2012

Bordoli: ho tanto aperto la bocca che mi si sono chiuse le orecchie

Scrive su Facebook la candidata di non si sa bene quale pezzo del PDL:

“La questione morale, l’efficienza, la trasparenza e la legalità sono in cima al mio/nostro programma, La sinistra e il suo candidato fanno finta di nulla invece. Noi abbiamo già fatto un passo avanti e rotto con il passato: la società civile, la Como che lavora e che studia, lo chiede a gran voce. Son felice di essere la sola a volerlo garantire!” 

La prima regola é documentarsi, leggere il programma degli avversari, peraltro da giorni a disposizione di tutti.
Ma lo stile é questo: come dice un amico “distrazione di massa”.
Del resto anche Nerone mandava i romani allo stadio, per distrarli…
“Ho tanto aperto la bocca che mi si sono chiuse le orecchie”. Aggiungerei: anche gli occhi. Giudicate voi.

Giorgio Selis

* http://giorgioselis.tumblr.com/post/20580157915/bordoli-ho-tanto-aperto-la-bocca-che-mi-si-sono-chiuse

Lucy e le altre

di Elisabetta Gagliardi


"La questione morale, l'efficienza, la trasparenza e la legalità sono in cima al mio/nostro programma, La sinistra e il suo candidato fanno finta di nulla invece. Noi abbiamo già fatto un passo avanti e rotto con il passato: la società civile, la Como che lavora e che studia, lo chiede a gran voce. Son felice di essere la sola a volerlo garantire!"

Questo scrive la Bordoli su Facebook.

Trovo sempre piuttosto curiosa l’affermazione “Solo a me interessa, sono l’unica a cui importa”. Mi viene in mente la meravigliosa Lucy Van Pelt dei celebri Peanuts, quando, sprofondata nella poltrona fagiolo, risponde sgarbata a Linus, che le chiede perché ha il broncio, “Io voglio avere il broncio!”. Nella sua fulminea capacità di sintesi Schultz aveva colto alcune delle caratteristiche più interessanti dell’animo umano: la presa di posizione a prescindere, incurante del dato di realtà. Ho un po’ la sensazione che se chiedessimo alla Bordoli se è davvero sicura di essere fra tutti i candidati, l’unica a cui importa della morale, dell’efficienza e di tutto il resto la risposta potrebbe somigliare un sacco a quella di Lucy Van Pelt. “Non mi interessa di essere l’unica, io VOGLIO essere l’unica!”.
Chapeau, poi, alla creatività. Trovo che la lingua italiana consenta sfumature semantiche meravigliose, per esprimere idee sempre più precise e ricche di significato. é certamente indice di una buona dose di creatività (e forse anche di convenienza) definire graziosamente che si rompe con il passato quando di fatto non si è riusciti a creare una leadership credibile.
Ciò che fa sorridere è che siamo a questo punto. A un mese dalle elezioni. Se mai verrà eletta, speriamo che questa meravigliosa monade guerriera governi da sola. Altrimenti saranno guai, per tutti. Provate a chiedere a Linus e a Charlie Brown se non ci credete.


Laura Bordoli, scrive su Facebook:
"La questione morale, l'efficienza, la trasparenza e la legalità sono in cima al mio/nostro programma, La sinistra e il suo candidato fanno finta di nulla invece. Noi abbiamo già fatto un passo avanti e rotto con il passato: la società civile, la Como che lavora e che studia, lo chiede a gran voce. Son felice di essere la sola a volerlo garantire!"
Parla di legalità e trasparenza, proprio lei che si è conquistata la vittoria delle primarie sfruttando l'associazione La Vela che si occupa di bambini con problemi di dislessia. Ma non si vergogna?
Parla di questione morale. Per lei è morale ed etico usare il dolore dei genitori per arrivare alla vittoria. Sinceramente mi chiedo come faccia ad avere la coscienza a posto.
Mi chiedo che corraggio ha a usare queste parole lei, l'erede di Stefano Bruni.
Felice di essere l'unica che parla di morale, efficienza, trasparenza e legalità. Avrà secondo voi letto tutti gli altri 15 programmi? Io non credo proprio.
Crede che gli altri candidati parlino invece a favore di criminalità e di corruzione?!
Il suo commento dimostra proprio che fa parte di un partito senza vergogna. Proprio discepola di chi parla a vanvera e si elogia ma non fa altro che imbrodarsi e non realizzare niente. La situazione attuale della nostra città ne è un esempio. Vogliamo altri cinque anni così? Mario Lucini e chi lo sostiene no!
Il centro-sinistra (sottolineo!) e il suo candidato, per il bene della città, ha iniziato a lavorare a settembre con le primarie prima e successivamente a gennaio con la construzione del programma. Il programma, cara (anzi mica tanto cara...) la mia Bordoli, è stato realizzato grazie al contributo di centinaia di persone che a gran voce chiedeno un cambiamento rispetto a quello che l'attuale giunta, di cui tu vuoi essere il seguito, è stata in grado di fare ossia rendere la nostra città invivibile. Noi sì che a gran voce vogliamo un cambiamento ... studenti, lavoratori e non... tutti quanti!

Cecilia Lindenberg

“La questione morale, l'efficienza, la trasparenza e la legalità sono in cima al mio/nostro programma, La sinistra e il suo candidato fanno finta di nulla invece. Noi abbiamo già fatto un passo avanti e rotto con il passato: la società civile, la Como che lavora e che studia, lo chiede a gran voce. Son felice di essere la sola a volerlo garantire!”

Stamattina, aprendo la posta, non ho potuto ignorare questo post che Laura Bordoli ha pubblicato su Facebook. E questo perché mi sono sentito chiamato in causa direttamente, come trentenne “qualunque” appartenente a quella “società civile” e a quella “Como che lavora e studia” di cui parla la candidata del centrodestra. Proprio a quest’ultima, quindi, vorrei rivolgermi per spiegare – con l’esempio della mia stessa candidatura – che le cose, purtroppo per la nostra Città, non stanno affatto come lei immagina. Noi non siamo quelli che fanno finta di nulla. Noi che lavoriamo e studiamo chiediamo sì a gran voce un passo avanti, ma nel farlo non ci rivolgiamo più da molto tempo a quella compagine politica che lei rappresenta e che ha distrutto Como negli ultimi anni, prendendo scelte sbagliate, spesso egoistiche più che politiche. Ci rivolgiamo piuttosto a persone nuove, che davvero ci rappresentino. Con i fatti e non con le parole. Concretamente. Nello stesso modo silenzioso ma significativo con cui noi, cittadini della Como che studia e lavora, stiamo dimostrando di non avere più fiducia nel centrodestra e di non credere affatto che lei, Laura Bordoli, sia “la sola a voler garantire” un cambiamento, come scrive: è per questo che ci sono ben 23 liste che si stanno presentando alle urne ed è per questo che io stesso, finora estraneo alla politica, ho deciso di mettermi in gioco in prima persona, accanto a Mario Lucini. Perché come prima non era più possibile andare avanti. E perché non voglio che, come è accaduto stamattina, qualcuno in cui io non credo dica al posto mio qual è il futuro che immagino per me e per la mia città.
Marco Tettamanti